Miseria
Non la cartolina della povertà e nemmeno la nostalgia obbligatoria. Miseria è necessità, ingegno, fatica, riuso, fame e capacità di non buttare nulla. È il punto da cui molte storie sono partite.
Un viaggio tra famiglie, lavoro, memoria e territori, entrando dalla porta del maiale per incontrare soprattutto le persone.
Il volume è concluso. Il viaggio continua.
“Maiale, miseria e nobiltà — Le origini” è un libro completo: ha un inizio, una strada e una conclusione. Non chiede al lettore di aspettare un seguito per trovare il proprio senso.
Ma le persone incontrate, le parole ascoltate e i territori attraversati non finiscono quando si chiude l’ultima pagina. Da quel volume continuano a nascere nuove voci, fotografie, appunti, musica e direzioni di viaggio.
Terre Narranti non pubblica libri incompiuti. Pubblica libri completi che continuano a viaggiare.
Un libro completo non è necessariamente un viaggio concluso.
Il titolo contiene due estremi. In mezzo, però, ci sono sempre le persone.
Non la cartolina della povertà e nemmeno la nostalgia obbligatoria. Miseria è necessità, ingegno, fatica, riuso, fame e capacità di non buttare nulla. È il punto da cui molte storie sono partite.
Famiglie, allevatori, norcini, produttori, osti, cuochi e custodi di memorie. Prima del prodotto viene chi lo ha attraversato con il proprio lavoro e la propria vita.
Non soltanto tavole ricche o famiglie illustri. Nobiltà è anche dignità del mestiere, cura, attesa, trasmissione del sapere e capacità di trasformare una necessità in cultura.
Il maiale apre la porta. Le persone danno senso al viaggio.
Dopo “Le origini”, il percorso torna sul campo. Alcune direzioni sono già emerse dagli incontri; altre nasceranno strada facendo. I territori qui indicati non sono tutti volumi annunciati: sono piste reali da ascoltare, verificare e attraversare.
Corti, famiglie, norcini, lavoro contadino e memoria gonzaghesca: un territorio in cui miseria e nobiltà hanno spesso abitato a poca distanza.
Il Torrazzo, la campagna, le tavole e i saperi di trasformazione. Una direzione che cerca le relazioni tra città, cascine e memoria familiare.
Nebbia, attesa, cantine, grandi nomi e piccoli gesti. Qui il tempo non è uno sfondo: è uno degli ingredienti del racconto.
La Bassa, le cascine, l’allevamento e le trasformazioni del lavoro. Un territorio da attraversare senza fermarsi all’immagine più conosciuta.
Campagna, vino, tavola e mestieri si incontrano lungo strade che dal Garda entrano nella provincia e nelle sue contraddizioni.
Nel libro entra ciò che serve alla sua narrazione. Fuori dal libro restano voci, scene, ricette, fotografie, incontri e deviazioni che possiedono una vita propria.
Qui non raccogliamo avanzi né anticipiamo il cuore dei volumi futuri. Pubblichiamo storie autonome che allargano il paesaggio del viaggio senza impoverire quello che appartiene al libro.
A volte basta una soglia, un cortile e una presenza per capire che una storia è già cominciata. Il difficile è entrare senza rovinarla.
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Prima del prodotto c’è una persona. Prima della ricetta ci sono mani, lavoro e memoria. Il viaggio comincia da lì.
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Il libro non nasce per chiudere una storia. Nasce per aprirla.
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Dal primo viaggio sono nati anche quattro brani originali. Non sono un riassunto del libro, un gadget o una colonna sonora illustrativa. Sono un secondo linguaggio: il libro racconta, la musica suggerisce; le parole aprono una strada, il suono ne lascia affiorare un’altra.
EP “Le origini” · Terre Narranti · 4 brani
Il principio da cui parte Terre Narranti: incontrare qualcuno prima di raccontare qualcosa.
Il rito, il lavoro, la famiglia e quella giornata in cui nulla poteva essere sprecato.
I due estremi del titolo si guardano e scoprono di appartenere alla stessa storia.
La frase del viaggio aperto: partire verso una direzione senza fingere di conoscere già tutto ciò che accadrà.
Conosci una persona, una famiglia, un mestiere o una storia che dovrebbe essere ascoltata? Puoi indicarci una strada.
Prima viene l’incontro; poi, se esiste una storia, nasce il racconto.
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