Il Filòs: Massimo conversa con un piccolo gruppo intorno al focolare
Vieni con noi · Le voci

Il Filòs

Si parte da una voce. Poi qualcuno si riconosce, aggiunge un ricordo, fa una domanda. A un certo punto la storia non appartiene più soltanto a chi aveva cominciato a raccontarla.

Una sedia tira l’altra. Qualcuno arriva pensando di ascoltare e finisce per raccontare. Qualcun altro sente una parola e si ricorda di una persona, di un lavoro, di un paese, di una cucina.

Non un convegno, non una sequenza di interventi e non un pubblico messo in fila davanti a chi «sa». Una conversazione vera, con abbastanza spazio perché la storia possa cambiare direzione.

“Le storie non hanno bisogno di un palco. Hanno bisogno di qualcuno che ascolti.”
Come comincia

Una storia apre la porta. Le persone fanno il resto.

01 · La scintilla

Troviamo una voce

Un libro, un territorio, un mestiere, una memoria di famiglia o una persona diventano il punto di partenza. Il tema conta, ma conta di più chi ha qualcosa di vero da raccontare.

02 · Le sedie

Ci mettiamo vicini

Una stanza, una corte, una cantina o un portico: scegliamo un luogo che lasci alle persone la possibilità di guardarsi, parlarsi e rispondersi.

03 · L’incontro

Lasciamo parlare

Si ascolta, si fanno domande, si può essere d’accordo oppure no. Non serve sapere in anticipo dove arriverà la conversazione.

Da dove viene

Il filò era la veglia, il tempo condiviso dopo il lavoro.

Nel Mantovano indicava il ritrovarsi la sera: d’estate fuori o nelle corti, d’inverno nelle case e, un tempo, anche nelle stalle. Si parlava della giornata, del lavoro, si raccontavano storie, leggende e ricordi. A Sabbioneta Tarcisio Tizzi raccolse questa cultura popolare nella collana I Filòs, avviata nel 1982.

Non voglio ricostruire una veglia di una volta come fosse una scenografia. Voglio riprendere quella necessità semplice: dopo il lavoro, qualcuno resta ancora un po’. Si mette vicino agli altri. E parla.

Il libro e il viaggio

Una presentazione che diventa dialogo.

Un libro o una tappa di Terre Narranti aprono l’incontro, ma la serata non deve trasformarsi in un monologo. Chi era dentro quella storia può prendere la parola.

Il territorio

Le voci prima delle cartoline.

Produttori, artigiani, famiglie, associazioni e persone che conoscono un luogo dall’interno raccontano i cambiamenti, il lavoro e quello che non si vede da fuori.

Le persone

Non servono ruoli da interpretare.

Può bastare una stanza. Oppure può esserci una corte piena. La misura giusta è quella che non fa perdere il rapporto tra chi racconta e chi ascolta.

La tavola

Se serve, il cibo ci tiene vicini.

Il Filòs può accompagnare La Stufa, una visita o una serata attorno a un libro. Ma può vivere anche da solo: il suo centro è la relazione, non il menù.

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Hai già in mente una storia che merita delle sedie intorno?

Dimmi il tema, il luogo e chi dovrebbe esserci. Se c’è qualcosa che vale la pena ascoltare insieme, costruiamo il Filòs attorno a quello.

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Se invece vuoi condividere soprattutto una cucina e una tavola, scopri La Stufa. Se vuoi seguire una storia fino al luogo in cui è nata, c’è In viaggio.