Terre Narranti

Prima del prodotto
c’è una persona.

Ascoltiamo persone e territori. Poi lasciamo che ogni storia trovi la sua forma: pagina, voce, cucina, memoria.

Scopri Terre Narranti →

Non una vetrina di prodotti, ma un luogo da attraversare. Quattro porte per entrare: il Borsello, l’Armadio, la Stufa e la Musica.

Quattro porte
Il Borsello di Terre Narranti
Ciò che porti con te

Il Borsello

Il borsello vero del viaggio: appunti, incontri, nomi, indirizzi e deviazioni.

Apri il Borsello →
L’Armadio di Terre Narranti
Ciò che resta

L’Armadio

Cento cassetti per libri, fotografie, voci, oggetti, musica e tracce dei viaggi.

Apri l’Armadio →
La Stufa e il fogolàr di Terre Narranti
Ciò che vivi insieme

La Stufa

Una cucina accesa, una tavola e una storia che diventa incontro.

Accendi la Stufa →
Copertina reale di Le origini
Musica di Terre Narranti

Le origini

La copertina vera del disco. Quattro brani nati dal viaggio del Maiale.

Apri il disco →
Dal viaggio

Storie in evidenza

Tutte le storie →
Moniga e Valtenesi — Il lago comincia dietro la riva
Moniga e Valtenesi — Il lago comincia dietro la riva

A Moniga il Garda è davanti agli occhi, ma la Valtenesi comincia appena dietro: colline, vigne, ulivi e paesi dove il lago cambia ritmo.

Apri la storia →
Isola della Scala — Dove l’acqua insegna al riso il tempo
Isola della Scala — Dove l’acqua insegna al riso il tempo

Isola della Scala non è soltanto la patria di un risotto: è uno dei luoghi in cui si vede con chiarezza come acqua di risorgiva, varietà, lavoro agricolo e trasformazione costruiscano il riso molto prima della cucina.

Apri la storia →
Mantova e Sabbioneta — La pianura dietro la scena
Mantova e Sabbioneta — La pianura dietro la scena

Corte e campagna hanno vissuto nello stesso territorio, scambiandosi lavoro, cibo, saperi e disuguaglianze.

Apri la storia →
La torta non era prevista — Torta della Villa
La torta non era prevista — Torta della Villa

Una tarta de queso incontrata a Teguise, inseguita fino a San Sebastián e poi portata a una festa.

Apri la storia →
Una porta aperta

Conosci una storia che dovremmo ascoltare?

Segnalaci una persona, un mestiere, una famiglia, una cucina o un luogo. Prima viene l’incontro. Poi, se c’è una storia, nasce il racconto.

Entra nel viaggio
Si parte

Il Borsello

Parte con Massimo. E spesso torna pieno di storie che prima non conosceva.

Il Borsello di Terre Narranti pronto per il viaggio
Prima della strada

Non so sempre dove finirò.
So cosa porto con me.

Un taccuino, il telefono, una penna, qualcosa per registrare una voce. Il Borsello non contiene la storia: serve a trovarla.

Il Borsello parte con me. Ma spesso sono gli altri a riempirlo.
Dentro

Poche cose. Il resto arriva dagli incontri.

Taccuino

Frasi, nomi, indirizzi e dettagli che non devono andare persi.

Voce

Registrare una persona com’è davvero, con pause, inflessioni e silenzi.

Telefono

Foto, mappe, messaggi, contatti e deviazioni dell’ultimo minuto.

Curiosità

Occupa poco spazio. È la cosa che serve di più.

Metti una storia nel Borsello

Hai qualcosa che Massimo dovrebbe andare a vedere?

Non serve che sia famosa. Serve che sia vera. Raccontala come la racconteresti davanti a un caffè.

L’invio viene registrato nel sistema Terre Narranti e genera una notifica via e-mail.
SALA STAMPA

Materiali per giornalisti, redazioni e stampa

Comunicati, fotografie in alta risoluzione, schede del libro, estratti, musica, bio, press kit e contatti stampa sono raccolti qui.

ENTRA NELLA SALA STAMPA →

Area dedicata alla stampa e ai materiali professionali di Terre Narranti.

Terre Narranti

Sala Stampa

Materiali per giornalisti, redazioni, radio, autori e professionisti della comunicazione.

Massimo Manfredi autore

Autore

Ritratto pronto per articoli, interviste e materiali stampa.

Massimo e Marcella in viaggio

Il viaggio

Una fotografia di strada che racconta il progetto insieme alle persone.

Copertina del libro

Libro

Copertina ufficiale di Maiale, miseria e nobiltà, già pronta da scaricare.

Copertina del disco Le origini

Musica

La copertina vera di Le origini, utile per raccontare il lato musicale.

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Scena narrativa di lavoro in una corte rurale, immagine guida della Sala Stampa Terre Narranti
Terre Narranti · Area Stampa

Sala Stampa

Vedere, capire, scaricare, pubblicare. Qui una redazione trova il progetto, il libro, l’autore, la musica, i testi pronti, gli estratti autorizzati, le immagini e le condizioni d’uso.

Comunicato stampa · diffusione immediata

Terre Narranti arriva al pubblico: il primo viaggio diventa libro e musica.

Maiale, miseria e nobiltà: Le origini inaugura un progetto narrativo indipendente che entra nei territori attraverso le persone, il viaggio e l’ascolto. Il punto di partenza è il maiale, ma il centro sono famiglie, lavoro, memoria, trasformazioni, incontri e contraddizioni.

Le persone prima dei prodotti. L’ascolto prima del racconto.

Per una testata significa poter raccontare non soltanto l’uscita di un titolo, ma la nascita pubblica di un metodo che mette insieme editoria, fotografia, musica, incontri e territori senza trasformarli in cartoline promozionali.

Logo Terre Narranti

Storie · Persone · Territori

Il primo viaggio pubblicato
Copertina ufficiale Maiale, miseria e nobiltà: Le origini

Maiale, miseria e nobiltà: Le origini

Un viaggio tra persone, famiglie e territori in cui il maiale è la porta, non il protagonista. Il libro usa memoria, lavoro, trasformazioni e tavola per entrare nelle vite senza nostalgia obbligatoria e senza santini.

Autore Massimo ManfrediFormato 11 × 20 cmInterno 88 pagineeBook pubblicato 31 agosto 2026 · €2,69Cartaceo €10,00 · pubblicatoASIN eBook B0HHC9JGVS
Schede redazionali

Le informazioni già ordinate, pronte da usare.

Le schede raccolgono versioni brevi e lunghe, dati essenziali, formule pronte, domande per interviste e materiali collegati.

Che cos’è Terre Narranti

Definizioni pronte, manifesto operativo, metodo in sette passaggi e linguaggi del progetto.

Massimo Manfredi

Bio lampo, breve, media e completa, più domande già pronte per stampa, radio, podcast e TV.

Scheda del libro

Sinossi in tre lunghezze, dati editoriali, angoli possibili e frasi chiave.

Progetto musicale

Quattro tracce, crediti, chiavi d’ascolto e tagli ideali per radio, podcast, online e cultura.

Pronti per la redazione

Quattro pezzi pronti per la stampa

Possono essere pubblicati integralmente, accorciati o rielaborati. Quattro tagli diversi sullo stesso progetto.

01

Il maiale è solo l’inizio

Il prodotto come soglia, le persone come centro. Niente santini e niente nostalgia obbligatoria.

02

Quando un libro diventa musica

La pagina racconta, la musica suggerisce: due porte autonome dentro lo stesso viaggio.

03

Nasce Terre Narranti

Non casa editrice, non blog gastronomico, non promozione territoriale: un metodo narrativo indipendente.

04

Quello che bolle in pentola

Riso, radici, vino e rugby come nuove porte verso un atlante umano in costruzione.

Copertina del progetto musicale Maiale, miseria e nobiltà
Una storia, più linguaggi

Maiale, miseria e nobiltà — il viaggio si ascolta

Quattro tracce nate dallo stesso viaggio del libro. Non una colonna sonora promozionale: una restituzione parallela di atmosfere, memoria, lavoro e passaggi emotivi.

Progetto musicale disponibile: i quattro brani sono ascoltabili dai collegamenti presenti nella Sala Stampa.

Autore e viaggiatore
Massimo Manfredi durante il viaggio di Terre Narranti

Massimo Manfredi

Curioso prima ancora che scrittore: parte, incontra, ascolta e solo dopo racconta. Non si presenta come chef o esperto; preferisce fare domande e lasciare che gli incontri cambino la direzione del viaggio.

Non parto per dimostrare una tesi. Parto per capire.
Il metodo, visto

Memoria, lavoro, cucina, trasformazione.

Le immagini non devono fare da decorazione: devono aiutare a capire perché una storia appartiene a Terre Narranti.

Album fotografico storico con immagini di famiglia e casa
Custodire. La memoria non come nostalgia, ma come traccia da interrogare.
Persona al lavoro durante una trasformazione agricola
Fare. Mani, lavoro e gesti prima del prodotto finito.
Cucina professionale attrezzata
Cambiare scala. Tradizione e mondo professionale possono stare nello stesso racconto.
Olio verde appena estratto che scende in un contenitore
Trasformare. La materia cambia forma; il racconto cerca chi rende possibile quel passaggio.
Il viaggio continua

Dopo il primo libro, altre strade sono già aperte.

Risaia nel percorso Dove va il risoPaesaggio del percorso del risoLomellina, percorso del riso

Dove va il riso

Un chicco seguito oltre il campo: riserie, cucine, famiglie, territori e persone. Non una classifica del riso migliore, ma le differenze che ogni luogo gli lascia addosso.

Paesaggio del Garda nel percorso delle radiciRaccolta delle olive, gesto di lavoro nel territorioPiazza storica di Sabbioneta

Il sapore delle radici

Famiglie, territori, vigne, cantine, olivi, cucina e memoria: ciò che si eredita, ciò che cambia e ciò che merita di essere consegnato senza diventare una reliquia.

A tavola con un pilone

Rugby, appartenenze, città, padri e figli, spogliatoi e terzo tempo. Qui lo sport è una porta: le persone si capiscono spesso meglio quando la partita è finita e ci si siede insieme.

Nessuna immagine estranea viene forzata qui: il materiale visuale del rugby entrerà quando sarà realmente parte del viaggio.

Uso editoriale

Foto e visual per la stampa

La selezione press privilegia volti, gesti, relazioni e contesto. I file sotto sono gli asset ad alta risoluzione già verificati nel Media Manager Wix.

01 — Massimo Manfredi tra i culatelli

01 — Massimo Manfredi tra i culatelli

Massimo Manfredi durante il viaggio narrativo di Terre Narranti tra luoghi, persone e saperi legati al maiale.

Credito: © Terre Narranti — elaborazione visiva digitale

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02 — Massimo e Marcella in viaggio

02 — Massimo e Marcella in viaggio

Massimo Manfredi e Marcella Ferrarini in viaggio: una delle immagini che raccontano il movimento continuo di Terre Narranti tra territori e incontri.

Credito: © Terre Narranti — elaborazione visiva digitale

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03 — Massimo Manfredi in cantina

03 — Massimo Manfredi in cantina

Massimo Manfredi in un ambiente di stagionatura: il prodotto come porta d’ingresso verso le persone e il loro sapere.

Credito: © Terre Narranti — elaborazione visiva digitale

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04 — Massimo Manfredi in studio

04 — Massimo Manfredi in studio

Massimo Manfredi durante il lavoro sul progetto musicale nato da “Maiale, miseria e nobiltà”.

Credito: © Terre Narranti — elaborazione visiva digitale

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05 — Massimo Manfredi in osteria

05 — Massimo Manfredi in osteria

Massimo Manfredi a tavola: il viaggio di Terre Narranti passa anche dai luoghi in cui storie, persone e territori si incontrano.

Credito: © Terre Narranti — elaborazione visiva digitale

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06 — Massimo Manfredi tra i culatelli · B/N

06 — Massimo Manfredi tra i culatelli · B/N

Versione in bianco e nero dell’immagine stampa di Massimo Manfredi tra i culatelli.

Credito: © Terre Narranti — elaborazione visiva digitale

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07 — Massimo e Marcella in viaggio · B/N

07 — Massimo e Marcella in viaggio · B/N

Versione in bianco e nero dell’immagine stampa di Massimo Manfredi e Marcella Ferrarini in viaggio.

Credito: © Terre Narranti — elaborazione visiva digitale

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Copertina libro

Copertina libro

Copertina ufficiale di Maiale, miseria e nobiltà: Le origini.

Credito: © Terre Narranti — elaborazione visiva digitale

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Quarta di copertina libro

Quarta di copertina libro

Quarta ufficiale del libro Maiale, miseria e nobiltà: Le origini.

Credito: © Terre Narranti — elaborazione visiva digitale

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Logo Terre Narranti

Logo Terre Narranti

Logo ufficiale Terre Narranti.

Credito: Terre Narranti

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Copertina progetto musicale

Copertina progetto musicale

Copertina ufficiale del progetto musicale in quattro tracce.

Credito: © Terre Narranti — elaborazione visiva digitale

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Retro progetto musicale

Retro progetto musicale

Quarta/retro ufficiale del progetto musicale.

Credito: © Terre Narranti — elaborazione visiva digitale

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Crediti e uso. Materiali disponibili per uso editoriale in articoli, servizi e contenuti dedicati a Terre Narranti e ai progetti collegati. Citare il credito indicato nel materiale. Per i visual del progetto: © Terre Narranti — elaborazione visiva digitale. Le condizioni complete sono nel Documento 14.
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Solo consultazione redazionale. Non autorizza redistribuzione o pubblicazione integrale.

Estratti autorizzati

Otto passaggi selezionati, già attribuiti, utilizzabili in articoli, recensioni, interviste e presentazioni.

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Utilizzabili per finalità giornalistiche, editoriali, recensioni, interviste e presentazioni del progetto.

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Pacchetti completi

01 · Saletta Stampa definitivaZIP
02 · Quattro pezzi + libro aggiornatiZIP
03 · Foto stampa definitive alta risoluzioneZIP
04 · Copertine definitive stampaZIP

Libro ed estratti

Libro completo digitalePDF
Scheda libro aggiornataPDFDOCX
Estratti autorizzati dal libroPDFDOCX

Comunicati, autore e progetto

Comunicato stampa Terre Narranti aggiornatoPDFDOCX
Scheda autore Massimo Manfredi aggiornataPDFDOCX
Che cos’è Terre NarrantiPDFDOCX
Autorizzazione uso editoriale materiali stampaPDFDOCX

Quattro testi pronti

Il maiale è solo l’inizioPDFDOCX
Quando un libro diventa musicaPDFDOCX
Nasce Terre NarrantiPDFDOCX
Quello che bolle in pentolaPDFDOCX

Musica

Scheda progetto musicale aggiornataPDFDOCX
Terre Narranti dal vivo

La Stufa

Ci sono storie che sulla pagina funzionano. E poi ce ne sono altre che hanno bisogno di un fuoco acceso, di qualche sedia tirata vicino e di persone che restino un po’ di più.

La Stufa e il fogolàr di Terre Narranti
Due fuochi

La Stufa cucina.
Il fogolàr fa incontrare.

La Stufa è il punto in cui Terre Narranti esce dalla pagina e si mette a vivere davvero. Si sente il rumore di un coltello sul tagliere, una pentola che comincia a sobbollire, qualcuno che versa un bicchiere e un altro che, quasi senza accorgersene, comincia a raccontare.

A volte entro in una casa e cucino per poche persone. A volte La Stufa parte e arriva in una cantina, in un’osteria, da un produttore, in un’associazione o dentro un evento. Altre volte il fuoco serve solo a scaldare l’atmosfera: ci sediamo, parliamo, ascoltiamo e lasciamo che le storie facciano il resto.

Non mi interessa portare uno spettacolo già pronto. Mi interessa che, quando la serata finisce, qualcuno abbia mangiato qualcosa di buono, conosciuto una persona, ascoltato una storia e pensato: questa sera non poteva succedere da nessun’altra parte.

“Non porto un ristorante a casa tua. Porto una storia a tavola.”
La Stufa

Il gesto

Il fuoco si accende davvero. Si taglia, si assaggia, si sbaglia una misura e la si rimette a posto. La cucina resta cucina: viva, concreta, con i suoi tempi e i suoi profumi.

Il Fogolàr

La relazione

Qualcuno arriva per mangiare e finisce per raccontare. Qualcun altro ascolta e riconosce un pezzo della propria storia. Il fogolàr comincia esattamente lì.

Tre forme

Come si accende La Stufa

01 · A casa
La Stufa a casa — cucina raccolta e conviviale

Cucino io,
mangiamo insieme

Arrivo nella vostra cucina, apro la spesa, cerco il mestolo giusto e cominciamo da lì. Poche persone, la vostra tavola e una cena che deve sapere di casa, non di servizio.

02 · Fuori casa
La Stufa fuori casa — incontro in viaggio tra luoghi e persone

Stufa
in viaggio

Una cantina, una riseria, un’osteria, un cortile, un club, una festa. La Stufa arriva, guarda cosa c’è già e costruisce una serata che potrebbe nascere soltanto in quel luogo.

03 · Parole e ascolto
Filòs — persone raccolte per ascoltare e raccontare

Filòs

Sedie vicine, poca distanza e nessuna lezione da impartire. Una persona comincia a raccontare, un’altra si riconosce, un’altra ancora aggiunge un ricordo. E il Filòs prende vita.

Prima capiamo perché vale la pena incontrarsi. Poi arrivano il fuoco, il menù, le sedie e tutto il resto.
La Stufa · A casa

Cucino io, mangiamo insieme

Una sera, poche persone e la vostra casa che per qualche ora cambia ritmo. Io cucino, voi state a tavola, ma la cosa più bella è che a un certo punto non si capisce più bene chi sta ospitando chi.

← Torna a La Stufa
La vostra casa.
La vostra cucina.
La nostra serata.
Come funziona

Non porto un ristorante a domicilio. Entro in casa vostra per far succedere una serata.

Mi piace arrivare quando la casa è ancora quella di tutti i giorni: il tavolo da preparare, i bicchieri da scegliere, qualcuno che chiede dove può dare una mano.

Poi cominciano i profumi. Il burro che prende calore, una cipolla che cambia odore, il brodo, una teglia che esce dal forno. La cucina diventa il punto in cui ci si affaccia, si assaggia, si fa una domanda. Io cucino, ma non voglio sparire dietro una porta.

Il menù nasce prima, parlando. Posso proporre carne, pesce, vegetariano o vegano, ma soprattutto cerco un filo: un ricordo, un territorio, una stagione, qualcosa che abbia senso per quella tavola. Allergie e intolleranze vengono chiarite con attenzione, prima di accendere il primo fuoco.

Uso la vostra cucina, le vostre pentole quando vanno bene, i vostri piatti e i vostri bicchieri. Perché il bello non è fingere di essere altrove. È farvi guardare casa vostra e pensare che, per una sera, lì dentro sia successo qualcosa di speciale.

Poche personeAbbastanza poche da potersi ancora guardare in faccia, parlare e sentire davvero la stessa serata.
Menù di memoriaNon una lista di piatti da catalogo: due o tre strade costruite dopo aver capito chi siete e che serata volete vivere.
La vostra cucinaMi adatto agli spazi reali. Il tavolo, i fornelli, le pentole e perfino qualche limite fanno parte della storia.
Allergie e intolleranzeSi chiariscono prima e si prendono sul serio. Una bella serata deve far stare bene tutti.
La spesaLa organizziamo senza complicazioni: lista condivisa oppure rimborso spese concordato prima.
Il compensoChiaro prima di cominciare. Alla fine della sera deve restare il ricordo, non una sorpresa sul conto.

La serata comincia prima della spesa.

La prima domanda non è “che menù vuoi?”. È: chi ci sarà, perché vi trovate e che cosa vorreste ricordare il giorno dopo. Il cibo viene dopo. Ed è proprio per questo che, quando arriva a tavola, ha già una storia.

Parliamone

Ti è venuta voglia di accendere La Stufa a casa tua?

Raccontami chi vorresti mettere intorno al tavolo e che serata hai in testa. Poi ci sentiamo e cominciamo a costruirla davvero.

La Stufa · Fuori casa

Stufa in viaggio

La Stufa può partire. Ma non porta con sé una formula da montare uguale ovunque: arriva, ascolta il luogo e prova a far emergere quello che lì esiste già e merita di essere vissuto insieme.

← Torna a La Stufa
La Stufa parte.
Il luogo decide
come farla vivere.
Non un pacchetto fisso

Ogni volta deve sembrare nata lì.

Un bar non è una cantina. Una cantina non è una riseria. Una festa di paese non è un ristorante. Ed è proprio questa la parte interessante.

Quando arrivo voglio capire chi c’è dietro quel luogo, che cosa produce, che cosa custodisce, quale storia racconta senza magari accorgersene. Da lì possiamo cucinare dal vivo, mettere un produttore al centro della serata, legare un piatto a un territorio, presentare un libro senza trasformarlo in una conferenza o costruire una tappa di Terre Narranti che esiste una volta sola.

Non vengo a fare animazione e non porto una scenografia da appoggiare in un angolo. Se c’è una botte, una pila da riso, un cortile, una cucina, un vecchio attrezzo o una persona che ha qualcosa da dire, voglio che siano loro a dare forma alla serata. Io porto il fuoco, la cucina e il racconto. Il luogo porta tutto il resto.

Bar e osterieIl banco resta il banco, i tavoli restano vicini. Si cucina, si parla e la serata prende il tono del posto.
RistorantiNon una sostituzione dello chef: un incontro costruito insieme, in cui la cucina del luogo e Terre Narranti si parlano.
CantinePrima della bottiglia vengono la terra, chi la lavora, le annate, gli errori e le scelte. È da lì che parte la serata.
ProduttoriRiso, salumi, formaggi, olio o altro: prima incontriamo la persona e il mestiere, poi decidiamo cosa mettere nel piatto.
Associazioni ed eventiPossiamo accendere i fuochi davanti alle persone, farle avvicinare, raccontare mentre succede e trasformare il pubblico in presenza vera.
Formula su misuraNessun pacchetto standard. Prima capiamo perché vale la pena farlo proprio lì; poi costruiamo tutto il resto.
Invita La Stufa

Hai già pensato: qui La Stufa starebbe bene?

Dimmi che luogo è, chi lo vive e che cosa vorresti far succedere. Se c’è una storia vera da accendere, la forma la troviamo insieme.

La Stufa · Parole e ascolto

Filòs

Si parte da una voce. Poi qualcuno si riconosce, aggiunge un ricordo, fa una domanda. A un certo punto la storia non appartiene più soltanto a chi aveva cominciato a raccontarla.

← Torna a La Stufa
Non un convegno.
Non una tavola rotonda.
Un Filòs.
Una parola antica, una forma molto attuale

Si comincia con una storia. Poi succede la parte che non puoi programmare.

Una sedia tira l’altra. Qualcuno arriva pensando di ascoltare e finisce per raccontare. Qualcun altro sente una parola e si ricorda di una persona, di un lavoro, di un paese, di una cucina.

È questo che mi interessa del Filòs. Non una sequenza di interventi, non un pubblico messo in fila davanti a chi “sa”. Una conversazione vera, con abbastanza spazio perché la storia possa cambiare direzione.

Può nascere attorno a un libro, a un viaggio, a un territorio, a un mestiere, a una memoria di famiglia o a un produttore. Possiamo essere in una stanza, in una corte, in una cantina o sotto un portico. Se il luogo permette alle persone di sentirsi abbastanza vicine da parlare, il Filòs può cominciare.

Da dove viene

Il filò era la veglia, il tempo condiviso dopo il lavoro.

Nel Mantovano indicava il ritrovarsi la sera: d’estate fuori o nelle corti, d’inverno nelle case e, un tempo, anche nelle stalle. Si parlava della giornata, del lavoro, si raccontavano storie, leggende e ricordi. A Sabbioneta Tarcisio Tizzi raccolse questa cultura popolare nella collana I Filòs, avviata nel 1982.

Non voglio ricostruire una veglia di una volta come fosse una scenografia. Voglio riprendere quella necessità semplice: dopo il lavoro, qualcuno resta ancora un po’. Si mette vicino agli altri. E parla.

Presentare un progettoUn libro o un viaggio diventano il punto di partenza, non il monologo della serata.
Mettere persone insiemeChi ha vissuto una cosa la racconta. Chi ascolta può riconoscerla, contraddirla, completarla.
Parlare di un territorioNiente cartoline: voci, lavori, ricordi, cambiamenti e persone che quel posto lo abitano davvero.
Incontrare un produttoreIl prodotto può stare sul tavolo. Ma la prima domanda resta: chi sei, come lavori, che cosa hai visto cambiare?
Piccolo o grandePuò bastare una stanza. Oppure una corte piena. La misura giusta è quella che non fa perdere la relazione.
Senza palco, se non serveSe possiamo stare alla stessa altezza, meglio. La forma deve avvicinare le persone, non metterle a distanza.
Apri un Filòs

Hai già in mente una storia che merita delle sedie intorno?

Dimmi il tema, il luogo e chi dovrebbe esserci. Se c’è qualcosa che vale la pena ascoltare insieme, costruiamo il Filòs attorno a quello.

Cento cassetti

L’Armadio

Ogni viaggio lascia qualcosa. L’Armadio è il posto dove lo conserviamo.

Libri, fotografie, voci, oggetti, musica e strade percorse. Alcuni cassetti sono pieni. Altri stanno ancora aspettando.

I libri occupano cassetti doppi: un viaggio intero ha bisogno di spazio. Anche la musica ha il suo grande cassetto, che si apre e mostra i dischi.

Il vero Armadio di Terre Narranti con molti cassetti, fotografie e materiali

Il vero Armadio di Terre Narranti. Sotto trovi la sua versione interattiva.

Cassetto Musica

I dischi di Terre Narranti

Qui la musica non accompagna il sito: si sceglie e si ascolta quando si apre il cassetto.

Copertina definitiva del disco Le origini Quarta definitiva del disco Le origini
Maiale, miseria e nobiltà

Le origini

Quattro brani nati dal primo viaggio di Terre Narranti. Il libro racconta; la musica apre un’altra strada.

1. Prima del prodotto c’è una persona Ascolta
2. Il giorno del maiale Ascolta
3. Miseria e nobiltà Ascolta
4. Di là, poi vediamo Ascolta
Apri il progetto musicale →
Il cassetto resta pronto ad accogliere i prossimi dischi di Terre Narranti.

Due cassetti sono rimasti vuoti. Non sono spazi da riempire per forza: aspettano la prossima storia. Aprendoli puoi indicarci una persona, un luogo o una traccia da incontrare.

L’Armadio · Cassetto Fotografie

Fotografie e immagini appuntate al muro

Non una galleria ordinata. Un muro vivo, fatto di immagini vere, copertine, materiali di stampa, scene di viaggio e ricostruzioni verosimili legate ai territori di Terre Narranti.

Come leggere questo cassetto

Qui distinguiamo ciò che documenta da ciò che interpreta.

Una fotografia reale resta una fotografia. Un’immagine creata per il sito viene dichiarata come tale. Copertine, loghi e materiali grafici stanno invece nel cassetto Oggetti e carte.

Regola del cassetto

Ogni fotografia dovrebbe avere un motivo per stare qui: chi c’è, dove siamo, cosa racconta. Non arredamento: tracce.

Questo spazio può crescere nel tempo con nuove immagini, copertine, paesaggi, materiali di viaggio e fotografie per i libri.

Scena illustrata di conversazione Terre Narranti
AscoltoUna scena creata per il sito: persone, tavola, fuoco e conversazione.
Massimo e Marcella in viaggio
Compagni di stradaUna tappa del viaggio con Massimo e Marcella. Persone prima dei prodotti.
Immagine narrativa di una cucina in casa
La Stufa · Cucino ioImmagine creata per il sito: convivio piccolo, cucina domestica e tono di casa.
Scena illustrata di Terre Narranti in viaggio
Stufa in viaggioImmagine creata per raccontare incontri, produttori e territori.
Regola del muro

Niente immagini travestite da documenti.

Le immagini narrative possono stare qui, ma devono essere riconoscibili come immagini create. Le fotografie reali, invece, vengono descritte come fotografie e collegate al loro contesto.

Risaia della pianura
Geografie del risoPianura e risaia: immagine coerente con il viaggio del riso.
Immagine narrativa di una degustazione conviviale in cantina
La Stufa in viaggioImmagine creata per il sito per evocare una serata tra cantina, persone e racconto.
Immagine simbolica dell'Armadio
L’ArmadioImmagine simbolo del cassetto libri, tracce e memoria materiale.
Immagine simbolica del Borsello
Il BorselloDa qui partono segnalazioni, inviti, storie da mettere in cammino.
Scena illustrata di cucina Terre Narranti
Cucino ioImmagine creata per il sito, coerente con la proposta della Stufa.
Paesaggio del Garda
GardaUn paesaggio reale che appartiene al mondo delle radici e del viaggio.
Filòs — persone raccolte per ascoltare, ricordare e raccontare
FilòsImmagine narrativa usata anche nella pagina Filòs: ascolto, memoria e persone raccolte attorno alla stessa storia.
Scena di incontro Terre Narranti
L’incontroFotografia già usata nella sala stampa. Metodo prima che estetica.
Uso possibile
Questo cassetto può diventare una pagina che cresce: nuove foto, filtri per libro, tag “stampa”, “sito”, “territorio”, “inventata ma verosimile”.
Tono
Non patinato. Imperfetto, vivo, umano. Come un muro vero dove le immagini si accumulano nel tempo.
Passo successivo
Se vuoi, il prossimo giro posso fare anche i cassetti Voci, Oggetti e carte e Mappe con la stessa logica.
L’Armadio · Cassetto Voci

Voci e conversazioni

Qui non si raccolgono slogan. Si raccolgono parole, toni, ricordi, esitazioni, modi di dire, frasi che valgono perché arrivano da qualcuno e da un luogo.

Dentro il cassetto

Le voci hanno un volto, un tavolo, un momento.

Per rendere questo cassetto più completo, qui entrano anche immagini che aiutano a capire il contesto umano da cui nascono le parole raccolte.

Conversazione attorno al focolare
AscoltoUna tavola, un fuoco, il tempo necessario perché una voce si apra davvero.
Scena di incontro Terre Narranti
IncontroLe storie non arrivano da sole: qualcuno apre una porta, qualcun altro si siede e comincia a parlare.
Archivio Terre Narranti
MemoriaOgni voce può lasciare una traccia: un appunto, una foto, un frammento che poi ritorna nelle pagine.
Voce 01 · Metodo

Prima del prodotto c’è una persona. Prima della pagina c’è l’ascolto. Prima del racconto c’è il tempo necessario per capire chi hai davanti.

Voce 02 · Filòs

Un Filòs non è un convegno. È un momento in cui si parla davvero: qualcuno racconta, altri ascoltano, e una storia comincia a prendere forma.

Voce 03 · Strada

Le storie arrivano spesso da un invito, da una segnalazione, da una telefonata o da una tavola apparecchiata. Il viaggio nasce così, non da un piano astratto.

Voce 04 · Libri

Ogni voce raccolta può restare fuori dal libro, entrare nel libro, diventare articolo, incontro, musica o semplicemente lasciare una traccia nell’Armadio.

L’Armadio · Cassetto Oggetti e carte

Oggetti e carte, solo quando raccontano davvero

Qui non riempiamo un cassetto per fare scena. Entrano soltanto materiali che esistono davvero, oppure tracce che hanno già avuto una funzione nel viaggio di Terre Narranti.

Materie del racconto

Tre cose che possiamo mostrare senza confondere realtà e rappresentazione.

Un libro pubblicato, un progetto musicale già uscito e un’immagine dichiaratamente simbolica dell’Armadio che li tiene vicini. I materiali reali entrano qui soltanto quando esistono davvero.

Copertina del libro Maiale, miseria e nobiltà
Maiale, miseria e nobiltàCopertina ufficiale del volume pubblicato: un materiale reale del progetto.
Copertina del progetto musicale Le origini
Le originiCopertina del progetto musicale di quattro brani, già pubblicato sulle piattaforme digitali.
Immagine simbolica dell’Armadio di Terre Narranti
L’ArmadioImmagine simbolica, non documentaria, dello spazio che raccoglie libri, musica, fotografie e materiali del viaggio.
Libro pubblicato

Maiale, miseria e nobiltà

Il volume e le sue copertine sono parte dell’archivio reale di Terre Narranti. Qui il libro non viene usato come decorazione: è una porta da cui il viaggio continua.

Musica pubblicata

Le origini

Quattro brani, copertina e quarta del progetto musicale. Finché non esiste un oggetto fisico definitivo, qui non lo fingiamo: raccontiamo ciò che è già pubblicato e verificabile.

Sala Stampa

Materiali per redazioni

Libro completo, estratti, pezzi pronti, fotografie e materiali stampa già organizzati nella Sala Stampa. Questa è la parte dell’Armadio che deve essere precisa prima di essere bella.

Autorizzazioni

Liberatorie e uso dei materiali

Le autorizzazioni fanno parte del lavoro dietro le storie. Restano nell’archivio operativo; sul sito pubblico ne raccontiamo la funzione senza esporre documenti o dati che non devono essere pubblici.

Lavoro in corso

Appunti di viaggio

Taccuini, domande e note possono diventare materiali narrativi. Contatti, numeri e appunti privati invece restano privati: l’Armadio non è una vetrina di dati personali.

Eventi

Inviti e tracce reali

Programmi, inviti, pass o materiali di una serata entrano qui quando esistono davvero. Nessun oggetto viene inventato soltanto per riempire un cassetto.

L’Armadio · Cassetto Mappe

Mappe e direzioni del viaggio

Non percorsi turistici. Mappe di relazione: luoghi, strade, soste, territori e persone che tengono insieme i viaggi di Terre Narranti.

Geografia del progetto

Quattro viaggi, quattro ingressi visuali.

Per completare il cassetto Mappe, qui entrano anche immagini-segnale: non sostituiscono le mappe vere, ma aiutano già a leggere il tono e la direzione di ciascun viaggio.

Maiale
Pagina Maiale
Origini e territoriMantova, Cremona, Parma e Verona come asse narrativo principale.
Riso
Risaia
Acqua e pianuraLe tappe del riso sono lette attraverso paesaggio, tecnica e persone.
Radici
Paesaggio del Garda
Famiglie e luoghiIl Garda e la pianura come geografia emotiva oltre che territoriale.
Pilone
Rugby
Campo e terzo tempoIl rugby apre una mappa fatta di club, città, tavole e relazioni.
Viaggio 01

Maiale, miseria e nobiltà

Un asse che unisce memoria, allevamento, salumi, persone e territori del Nord Italia senza ridurre tutto al prodotto finale.

MantovaCremonaParmaVerona
Viaggio 02

Dove va il riso

Dal chicco al territorio: risaie, cucine, famiglie, tecniche e memorie del riso raccontate con molte fermate e poche scorciatoie.

VeronaCasteldarioLomellinaPavia
Viaggio 03

Il sapore delle radici

Un atlante di radici familiari e territoriali: Garda, pianura, corti, vigne, cucine e paesaggi che portano memoria.

GardaMantovaSabbionetaColorno
Viaggio 04

A tavola con un pilone

Campo, terzo tempo, storie di rugby e persone. Una mappa fatta di club, città, tavole e relazioni.

ValeggioParmaColornoViadana
Come si legge
Ogni viaggio tiene insieme tappe, persone e territori: non una cartina turistica, ma una mappa di relazioni.
Perché serve
Aiuta a capire che Terre Narranti non è un archivio fermo ma una geografia che si muove tra libri, incontri e storie.
Collegamenti utili
Ogni tappa può già rimandare a una storia, a una pagina libro, a un incontro della Stufa o a un accesso dal Borsello.
LIBRO PUBBLICATO · VIAGGIO APERTO

Maiale,
miseria e
nobiltà

Le origini

Un viaggio tra famiglie, lavoro, memoria e territori, entrando dalla porta del maiale per incontrare soprattutto le persone.

Il volume è concluso. Il viaggio continua.

Norcino al lavoro in una corte rurale, con un maiale sullo sfondo

Il volume è concluso. Il viaggio continua.

“Maiale, miseria e nobiltà — Le origini” è un libro completo: ha un inizio, una strada e una conclusione. Non chiede al lettore di aspettare un seguito per trovare il proprio senso.

Ma le persone incontrate, le parole ascoltate e i territori attraversati non finiscono quando si chiude l’ultima pagina. Da quel volume continuano a nascere nuove voci, fotografie, appunti, musica e direzioni di viaggio.

Terre Narranti non pubblica libri incompiuti. Pubblica libri completi che continuano a viaggiare.

Un libro completo non è necessariamente un viaggio concluso.

Copertina del libro Maiale, miseria e nobiltà — Le origini
IL CUORE DEL RACCONTO

Tre parole per entrare

Il titolo contiene due estremi. In mezzo, però, ci sono sempre le persone.

Miseria

Non la cartolina della povertà e nemmeno la nostalgia obbligatoria. Miseria è necessità, ingegno, fatica, riuso, fame e capacità di non buttare nulla. È il punto da cui molte storie sono partite.

Persone

Famiglie, allevatori, norcini, produttori, osti, cuochi e custodi di memorie. Prima del prodotto viene chi lo ha attraversato con il proprio lavoro e la propria vita.

Nobiltà

Non soltanto tavole ricche o famiglie illustri. Nobiltà è anche dignità del mestiere, cura, attesa, trasmissione del sapere e capacità di trasformare una necessità in cultura.

Il maiale apre la porta. Le persone danno senso al viaggio.

IL PROGETTO APERTO

Il viaggio continua

Dopo “Le origini”, il percorso torna sul campo. Alcune direzioni sono già emerse dagli incontri; altre nasceranno strada facendo. I territori qui indicati non sono tutti volumi annunciati: sono piste reali da ascoltare, verificare e attraversare.

DIREZIONI DI RICERCA · NON CALENDARIO DI PUBBLICAZIONE

Tra i laghi di Mantova e il Po

Corti, famiglie, norcini, lavoro contadino e memoria gonzaghesca: un territorio in cui miseria e nobiltà hanno spesso abitato a poca distanza.

Il Torrazzo si vede fin dalla Bassa

Il Torrazzo, la campagna, le tavole e i saperi di trasformazione. Una direzione che cerca le relazioni tra città, cascine e memoria familiare.

Maria Luigia dalla Reggia ai Boschi

Nebbia, attesa, cantine, grandi nomi e piccoli gesti. Qui il tempo non è uno sfondo: è uno degli ingredienti del racconto.

Quando il salame non è solo maiale

La Bassa, le cascine, l’allevamento e le trasformazioni del lavoro. Un territorio da attraversare senza fermarsi all’immagine più conosciuta.

Romeo e Giulietta vanno in Valpolicella

Campagna, vino, tavola e mestieri si incontrano lungo strade che dal Garda entrano nella provincia e nelle sue contraddizioni.

STORIE E ARTICOLI

Fuori dal libro — Voci dal viaggio

Nel libro entra ciò che serve alla sua narrazione. Fuori dal libro restano voci, scene, ricette, fotografie, incontri e deviazioni che possiedono una vita propria.

Qui non raccogliamo avanzi né anticipiamo il cuore dei volumi futuri. Pubblichiamo storie autonome che allargano il paesaggio del viaggio senza impoverire quello che appartiene al libro.

Da una porta aperta comincia il viaggio
MAIALE, MISERIA E NOBILTÀ

Da una porta aperta comincia il viaggio

A volte basta una soglia, un cortile e una presenza per capire che una storia è già cominciata. Il difficile è entrare senza rovinarla.

LEGGI LA VOCE →
Il custode dei sapori rurali
MAIALE, MISERIA E NOBILTÀ

Il custode dei sapori rurali

Prima del prodotto c’è una persona. Prima della ricetta ci sono mani, lavoro e memoria. Il viaggio comincia da lì.

LEGGI LA VOCE →
Maiale, miseria e nobiltà — Le origini
MAIALE, MISERIA E NOBILTÀ

Maiale, miseria e nobiltà — Le origini

Il libro non nasce per chiudere una storia. Nasce per aprirla.

LEGGI LA VOCE →
TUTTE LE VOCI DAL VIAGGIO →
UN SECONDO LINGUAGGIO

QUANDO IL LIBRO HA COMINCIATO A CANTARE

Copertina dell’EP Maiale, miseria e nobiltà — Le origini Quarta dell’EP Maiale, miseria e nobiltà — Le origini

Dal primo viaggio sono nati anche quattro brani originali. Non sono un riassunto del libro, un gadget o una colonna sonora illustrativa. Sono un secondo linguaggio: il libro racconta, la musica suggerisce; le parole aprono una strada, il suono ne lascia affiorare un’altra.

EP “Le origini” · Terre Narranti · 4 brani

01

Prima del prodotto c’è una persona

Il principio da cui parte Terre Narranti: incontrare qualcuno prima di raccontare qualcosa.

ASCOLTA SU YOUTUBE MUSIC →
04

Di là, poi vediamo

La frase del viaggio aperto: partire verso una direzione senza fingere di conoscere già tutto ciò che accadrà.

ASCOLTA SU YOUTUBE MUSIC →
LA STRADA RESTA APERTA

Questo viaggio non è ancora scritto

Conosci una persona, una famiglia, un mestiere o una storia che dovrebbe essere ascoltata? Puoi indicarci una strada.

Prima viene l’incontro; poi, se esiste una storia, nasce il racconto.

ENTRA NEL VIAGGIO
Voci dal viaggio

Storie

Non un elenco di articoli. Un archivio vivo di persone, luoghi, incontri e deviazioni.

Lago di Garda a Punta San Vigilio
Storia in evidenza · Il sapore delle radici

Moniga e Valtenesi — Il lago comincia dietro la riva

Tre regioni, oliveti, limonaie, vigneti e paesi che cambiano ritmo con le stagioni. Le radici stanno nella convivenza tra economia, paesaggio e vita quotidiana.

Leggi la storia
Il rugby in Italia — Un gioco arrivato da fuori che ha imparato a mettere radici
A tavola con un pilone

Il rugby in Italia — Un gioco arrivato da fuori che ha imparato a mettere radici

Dal fango dei campi di base al rugby internazionale: cambiano strutture, velocità e pubblico, ma il gioco continua a vivere nei club e nelle persone che li tengono aperti.

Apri la storia →
Il campo è anche loro — Rugby femminile, spazio e appartenenza
A tavola con un pilone

Il campo è anche loro — Rugby femminile, spazio e appartenenza

Una ragazza entra in campo, prende una palla ovale e chiede soltanto di giocare. Il resto si misura negli spazi, nei percorsi e nella memoria che un club sa costruire anche con lei.

Apri la storia →
Dai primi placcaggi alla prima squadra — Crescere dentro un club
A tavola con un pilone

Dai primi placcaggi alla prima squadra — Crescere dentro un club

Una palla troppo grande, un campo enorme, genitori a bordo linea. Poi il corpo cambia e arriva la prima squadra: in mezzo c’è tutto ciò che un club decide di insegnare.

Apri la storia →
Quelli che accendono il fuoco — Volontari, cucine e il terzo tempo
A tavola con un pilone

Quelli che accendono il fuoco — Volontari, cucine e il terzo tempo

Quando l’arbitro fischia la fine, per qualcuno il lavoro continua: tavoli, pentole, pulizie, accoglienza. Il terzo tempo esiste perché c’è chi lo rende possibile.

Apri la storia →
Castel d’Ario — La lentezza del riso, la velocità di Nuvolari
Dove va il riso

Castel d’Ario — La lentezza del riso, la velocità di Nuvolari

A Castel d’Ario la parola “pilota” unisce un mestiere del riso e la memoria di Nuvolari: campagna, tecnica e velocità nello stesso orizzonte.

Apri la storia →
Colorno — Le radici lungo l’argine
Il sapore delle radici

Colorno — Le radici lungo l’argine

La Reggia racconta una storia; la Bassa, gli argini e il Po ne raccontano un’altra.

Apri la storia →
Peschiera — Dove il lago diventa Mincio
Il sapore delle radici

Peschiera — Dove il lago diventa Mincio

A Peschiera il Garda entra nella fortezza e riparte come Mincio: mura, canali, ponti e acqua tengono insieme il lago e la pianura.

Apri la storia →
Moniga e Valtenesi — Il lago comincia dietro la riva
Il sapore delle radici

Moniga e Valtenesi — Il lago comincia dietro la riva

A Moniga il Garda è davanti agli occhi, ma la Valtenesi comincia appena dietro: colline, vigne, ulivi e paesi dove il lago cambia ritmo.

Apri la storia →
Piemonte risicolo — Dove la pianura guarda le Alpi
Dove va il riso

Piemonte risicolo — Dove la pianura guarda le Alpi

Tra Vercellese, Novarese e Baraggia il riso vive anche nei gesti della raccolta: mani, falciatura e piccoli covoni sotto l’orizzonte alpino.

Apri la storia →
Isola della Scala — Dove l’acqua insegna al riso il tempo
Dove va il riso

Isola della Scala — Dove l’acqua insegna al riso il tempo

A Isola della Scala il riso parla di acqua, lavoro e memoria condivisa: il chicco nasce nei campi ma continua a vivere nei gesti di una comunità.

Apri la storia →
Mantova e Sabbioneta — La pianura dietro la scena
Il sapore delle radici

Mantova e Sabbioneta — La pianura dietro la scena

Corte e campagna hanno vissuto nello stesso territorio, scambiandosi lavoro, cibo, saperi e disuguaglianze.

Apri la storia →
Lomellina — Un paesaggio costruito dall’acqua
Dove va il riso

Lomellina — Un paesaggio costruito dall’acqua

Tra canali, cascine e macchine di campagna, la Lomellina mostra come l’acqua abbia costruito non solo un paesaggio, ma anche un mestiere.

Apri la storia →
Da una porta aperta comincia il viaggio
Maiale, miseria e nobiltà

Da una porta aperta comincia il viaggio

A volte basta una soglia, un cortile e una presenza per capire che una storia è già cominciata. Il difficile è entrare senza rovinarla.

Apri la storia →
Il custode dei sapori rurali
Maiale, miseria e nobiltà

Il custode dei sapori rurali

Prima del prodotto c’è una persona. Prima della ricetta ci sono mani, lavoro e memoria. Il viaggio comincia da lì.

Apri la storia →
Maiale, miseria e nobiltà — Le origini
Maiale, miseria e nobiltà

Maiale, miseria e nobiltà — Le origini

Il libro non nasce per chiudere una storia. Nasce per aprirla.

Apri la storia →
La torta non era prevista — Torta della Villa
Terre Narranti

La torta non era prevista — Torta della Villa

Una tarta de queso incontrata a Teguise, inseguita fino a San Sebastián e poi portata a una festa.

Apri la storia →
Sancocho canario e Bacalà alla Vicentina — Due terre, una tavola
Terre Narranti

Sancocho canario e Bacalà alla Vicentina — Due terre, una tavola

Due tradizioni popolari e due modi diversi di conservare il pesce, messi sulla stessa tavola senza inventare parentele.

Apri la storia →
Papas arrugadas: non sono solo patate
Terre Narranti

Papas arrugadas: non sono solo patate

A Lanzarote sembrano semplici patate. Non lo sono.

Apri la storia →
Il borsello — Una storia porta alla successiva
Terre Narranti

Il borsello — Una storia porta alla successiva

Ci sono cose che incontri in viaggio e lasci dove le hai trovate. Altre finiscono nel borsello.

Apri la storia →
Nessuna storia corrisponde alla ricerca.
Una storia porta alla successiva

Non trovi quello che stai cercando? Forse è una storia che dobbiamo ancora incontrare.

Un nome, un luogo o una frase possono bastare per aprire una strada.

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Terre Narranti

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Una storia porta alla successiva
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L’Armadio · Libro in viaggio

Dove va il riso?

Paesaggio evocativo di risaie all'alba
IL LIBRO È IN LAVORAZIONE

Questo libro è ancora in viaggio

Dove va il riso è ancora in lavorazione. Se vivi, lavori o custodisci una storia tra Isola della Scala, Castel d’Ario, la Lomellina o il Piemonte risicolo, e pensi che le nostre strade possano incrociarsi, contattaci.

Prima ci conosciamo. Poi ascoltiamo. E chissà dove ci porterà il viaggio.

IL VIAGGIO

Il viaggio sta cominciando

Partiamo dal campo e seguiamo il riso mentre cambia luogo, mani e significato. Prima c’è l’acqua, la terra, il tempo necessario perché un chicco possa nascere. Poi arrivano il lavoro, le riserie, i paesi, le cucine e le persone che hanno imparato a riconoscerlo.

Non cerchiamo una classifica dei risi migliori e nemmeno una collezione di ricette. Ci interessa capire che cosa succede attorno a quel chicco quando attraversa un territorio.

A pochi chilometri di distanza possono cambiare l’acqua, le varietà, i gesti, le parole e perfino il modo in cui una comunità decide di metterlo a tavola. Più avanti cambieranno ancora le regioni, le cucine e forse anche il nostro modo di guardarlo.

Il riso ci dà una direzione. Le persone ci diranno dove fermarci.

Ricostruzione visiva in bianco e nero delle mondine al lavoro in risaia
LE STRADE DEL RISO

Un chicco non percorre una strada sola

Il campo
La riseria
Le regioni d’Italia
Le cucine
Il mondo

Nel campo incontra acqua, terra, stagioni e il lavoro di chi continua a coltivarlo.

Nella riseria cambia forma e comincia a diventare ciò che riconosciamo come riso, attraversando mestieri e saperi che spesso rimangono fuori dal nostro sguardo.

Poi arrivano le regioni d’Italia. Lo stesso ingrediente entra in territori diversi e incontra lingue, abitudini, memorie e modi di cucinare che possono cambiare anche in pochi chilometri.

Nelle cucine il viaggio continua. Il riso diventa piatto, gesto quotidiano, festa, cucina di casa o lavoro professionale. E ogni volta qualcuno gli assegna un significato nuovo.

Infine c’è il mondo. Perché il riso non appartiene soltanto all’Italia e il viaggio, prima o poi, dovrà guardare oltre i nostri confini.

Ogni volta che il riso cambia luogo, cambia anche storia.
Ed è lì che Terre Narranti prova a fermarsi ad ascoltare.

Ricostruzione visiva di una riseria italiana di fine Ottocento
Ricostruzione visiva di un impianto ultramoderno per la lavorazione del riso
FUORI DAL LIBRO

Storie, incontri e pezzi nati durante il viaggio

Quattro direzioni già aperte. Non raccontano il libro: mostrano alcuni territori che abbiamo cominciato ad attraversare.

L’Armadio · Libro in viaggio

Il sapore delle radici

Non cerchiamo il passato da mettere sotto vetro. Cerchiamo quello che, nonostante tutto, continua a vivere nelle persone, nei luoghi e nelle cucine.

Quattro territori del viaggio Il sapore delle radici: Sabbioneta, Colorno, Garda e Peschiera
IL VIAGGIO

La parola “radici” è pericolosa.

È una parola bellissima, ma basta poco per svuotarla. Può diventare una fotografia color seppia, una ricetta dichiarata “antica”, una festa costruita per i visitatori o un prodotto a cui basta aggiungere la parola tradizione.

Per Terre Narranti le radici sono un’altra cosa. Sono ciò che rimane vivo quando nessuno sta recitando. Un piatto che continua a comparire a casa. Un olivo curato perché qualcuno vuole ancora raccoglierlo. Un mestiere che cambia strumenti ma conserva un sapere. Una parola dialettale usata senza sapere di stare facendo cultura. Una memoria che passa da una persona all’altra prima di diventare documento.

Per questo il viaggio non parte chiedendo «qual è la tradizione più famosa?». Parte chiedendo: che cosa continua ad avere senso qui, oggi?

Le radici non sono il contrario del cambiamento. Sono il punto da cui capiamo che cosa stiamo cambiando.

LE TERRE DELLE RADICI

Quattro luoghi che non sono soltanto luoghi.

Le radici non sono una mappa da completare. Sono posti che, per ragioni diverse, continuano a tornare. Luoghi della famiglia, dell’infanzia, delle estati, dei ritorni. Da qui parte il viaggio.

01

Sabbioneta e la pianura

La radice dell’infanzia. Una terra di famiglia, memoria e pianura, dove la storia grande e quella quotidiana continuano a vivere una accanto all’altra.

02

Colorno e la Bassa

La radice familiare. Un’altra parte della pianura, attraversata dal fiume, dal lavoro e da storie che arrivano da prima di noi.

03

Moniga e la Valtenesi

La radice delle estati e dei ritorni. Luoghi conosciuti nel tempo, che cambiano insieme alle persone e continuano a custodire memoria.

04

Peschiera e il Garda veronese

La radice del presente. Il lago vissuto ogni giorno, tra paesi, turismo, olivi, vigne e stagioni che cambiano il volto della stessa riva. Un territorio vicino, proprio per questo da guardare senza cartoline.

Non vogliamo dimostrare che questi luoghi siano rimasti uguali. Vogliamo capire che cosa è rimasto dentro di noi mentre loro cambiavano.

LE PERSONE

Le radici hanno sempre un volto.

Un territorio può avere monumenti, disciplinari, feste e prodotti riconoscibili. Ma una radice resta viva soltanto se qualcuno continua a portarla con sé, magari senza chiamarla nemmeno tradizione.

Chi coltiva: vignaiolo al lavoro in vigna, illustrazione a china

CHI COLTIVA

Chi lavora la terra conosce tempi, cambiamenti e limiti che spesso restano invisibili a chi vede soltanto il prodotto finale.

Ci interessa fermarci prima del raccolto: capire cosa si guarda, cosa si aspetta, cosa si teme e quali gesti sono cambiati senza perdere il loro senso.

Chi cucina e accoglie: cuoca degli anni Quaranta alla stufa economica

CHI CUCINA E ACCOGLIE

Una tavola può custodire una memoria senza diventare un museo. Ci interessa capire ciò che continua a vivere nei gesti, nei piatti e nel modo di accogliere.

A volte una ricetta cambia ingredienti, dosi o pentola e resta comunque riconoscibile. È proprio in quei cambiamenti che vogliamo ascoltare la storia.

Chi trasforma: norcino che lega i salami, illustrazione a china

CHI TRASFORMA

Tra la terra e la tavola ci sono mestieri, tecniche e scelte. Tradizione e innovazione hanno senso solo quando restano strumenti nelle mani delle persone.

Un frantoio, una cantina, un laboratorio o una cucina professionale raccontano molto più di un prodotto: raccontano il momento in cui un sapere deve decidere se cambiare o scomparire.

Chi custodisce la memoria: anziano racconta storie ai bambini, fotografia d'epoca

CHI CUSTODISCE LA MEMORIA

Fotografie, parole, ricette, oggetti e racconti familiari. A volte una radice sopravvive perché qualcuno continua semplicemente a ricordarla.

Non tutto ciò che conta è in un archivio. Una frase detta a tavola, un quaderno macchiato o una fotografia in un cassetto possono aprire una strada che nessuna ricerca aveva previsto.

QUESTA STORIA NON È ANCORA SCRITTA

Il viaggio resta aperto.

Questo libro non può essere finito prima degli incontri. Possiamo studiare mappe, archivi, disciplinari, storia locale e paesaggio. Ma poi serve la parte che nessun documento può sostituire: una persona che ci dica «a casa mia si faceva così», «questa cosa non esiste più», «venite a vedere», oppure «state raccontando solo metà della storia».

Non cerchiamo candidature per entrare nel libro. Cerchiamo incroci. Un incontro può diventare una pagina, una fotografia, un contatto, una deviazione del viaggio oppure soltanto una conversazione importante. Va bene così.

La storia deve nascere dall’incontro. Non l’incontro dalla necessità di riempire una storia già scritta.

FUORI DAL LIBRO

Storie già incontrate lungo la strada.

Quattro pezzi già pubblicati che non chiudono il progetto. Lo allargano.

Le immagini che accompagnano questi quattro articoli sono illustrazioni evocative: aiutano a entrare nei territori, ma non vengono presentate come fotografie documentarie.

Se alla fine del viaggio sapremo soltanto dire che una cosa è “tradizionale”, avremo capito poco. Vogliamo sapere chi la tiene viva, perché lo fa e cosa succede quando cambia.

L’Armadio · Libro in viaggio

A tavola con un pilone

Dal fango della Serie C alle luci del rugby internazionale, passando per chi apre il campo, accompagna una squadra, accende i fuochi e apparecchia il terzo tempo.

Il rugby è la porta. Per entrarci abbiamo scelto un pilone: il gigante buono che sta davanti, assorbe l’urto, apre spazio e protegge i compagni. In campo lo fa con il corpo. In questo viaggio lo farà con le storie.

A tavola con un pilone — rugby, campo e comunità
LA CHIAVE DELLA PORTA

Entra dietro al pilone.

Se vuoi capire il rugby, il pilone è un buon posto da cui cominciare. Non è l’uomo della giocata elegante. È quello che mette la testa dove gli altri esitano, regge il peso della mischia e permette a chi gli sta dietro di giocare.

Per noi diventa la chiave narrativa del viaggio: un gigante buono che ti fa entrare proteggendoti, come fa normalmente con i suoi compagni. Ti accompagna dal campo più semplice alla ribalta internazionale, senza saltare nessun gradino e senza dimenticare chi resta fuori dall’inquadratura.

Il pilone non apre la porta da solo. La tiene aperta perché possano passare anche gli altri.
DAL BASSO VERSO L’ALTO

La stessa palla. Mondi sempre più grandi.

Il viaggio segue il rugby mentre cambia scala. Salendo di categoria aumentano velocità, preparazione, strutture, pubblico e responsabilità. Ma vogliamo capire soprattutto cosa resta uguale.

01

Serie C

Qui il rugby ha ancora il rumore delle chiavi che aprono il campo, delle righe tracciate al mattino e delle borse caricate sulle auto. Giocatori, famiglie e volontari spesso tengono insieme tutto.

02

Serie B

Le trasferte si allungano, l’allenamento pesa di più, il club deve organizzarsi meglio. Il gioco cresce, ma dietro continuano a esserci persone che lavorano senza finire sul referto.

03

Serie A

La richiesta tecnica sale ancora. Il confine tra passione e impegno strutturato diventa più sottile. Tempo, studio, lavoro e famiglia devono trovare posto intorno al rugby.

04

La massima serie

Arrivano strutture più professionali, staff più ampi, pubblico e pressione. Ma sotto quel livello c’è ancora la stessa piramide costruita dai club, dai vivai e da chi li tiene vivi ogni settimana.

05

Rugby internazionale

Stadi, inni, televisioni, grandi competizioni. La scala è cambiata completamente. La domanda del viaggio resta la stessa: quanta parte del rugby delle origini riesce ancora ad arrivare fin qui?

IL RIFLETTORE DIETRO IL CAMPO

Prima che inizi la partita, qualcuno è già al lavoro.

Segna il campo. Apre gli spogliatoi. Porta l’acqua. Sistema le maglie. Guida il pulmino. Compra la spesa. Accende il fuoco. Prepara i tavoli. Resta a pulire quando gli altri sono già tornati a casa.

È il volontariato che non compare nel risultato ma senza il quale, molto spesso, il risultato non esisterebbe nemmeno. A tavola con un pilone vuole puntare il riflettore proprio lì.

Il campochi lo prepara e lo rende possibile
La trasfertachi accompagna, guida, organizza
La clubhousechi apre, serve, riordina, aspetta
La cucinachi accende il fuoco mentre si gioca
IL TERZO TEMPO

La partita finisce. Il rugby no.

Il terzo tempo è il punto in cui il viaggio cambia linguaggio. Prima ci si è placcati, spinti, contestati ogni metro. Poi ci si siede allo stesso tavolo. L’avversario non sparisce: resta, mangia con te, beve con te, racconta la partita da un’altra parte del campo.

Qui entrano la cucina, i volontari, le famiglie, le battute, le rivalità che si sciolgono e le amicizie che cominciano. Non è un’appendice folkloristica. È uno dei luoghi in cui il rugby spiega meglio se stesso.

Campo → spogliatoio → tavola. È qui che il pilone ci porta.
TRE LUOGHI, UNA SOLA STORIA

Il rugby si vede, si regge, si racconta.

01

Il campo

Il gesto tecnico, il contatto, la crescita, la fatica. Qui il rugby si vede.

02

La clubhouse

Spogliatoi, famiglie, dirigenti, allenatori e volontari. Qui il rugby si regge.

03

Il terzo tempo

Una tavola, una cucina, l’avversario che resta. Qui il rugby continua a parlare.

FUORI DAL LIBRO · STORIE GIÀ APERTE

Quattro porte già aperte.

Non chiudono il progetto: mostrano soltanto da dove abbiamo cominciato a guardarlo.

IL VIAGGIO RESTA APERTO

Il pilone ha aperto la porta. Adesso bisogna attraversarla.

Se conosci un campo, una squadra, un volontario, una cucina, una giocatrice, un vecchio pilone o una storia che merita di essere ascoltata, portala nel Borsello.

APRI IL BORSELLO →
L’Armadio · Musica

Le origini

Quattro brani nati dal viaggio di Maiale, miseria e nobiltà.

Copertina definitiva CD Le origini
Copertina
Quarta definitiva CD Le origini
Quarta
Terre Narranti · Musica

Le origini

Non è il riassunto musicale del libro. È un secondo linguaggio: il libro racconta, la musica suggerisce; le parole aprono una strada, il suono ne lascia affiorare un’altra.

Progetto musicale: Max El Tiburón / Terre Narranti.

1. Prima del prodotto c’è una personaAscolta
2. Il giorno del maialeAscolta
3. Miseria e nobiltàAscolta
4. Di là, poi vediamoAscolta

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COME È NATO

Quando il libro ha cominciato a chiedere un’altra voce.

Le origini nasce dallo stesso viaggio che ha portato a Maiale, miseria e nobiltà. A un certo punto alcune parole hanno smesso di stare ferme sulla pagina: tornavano negli incontri, nelle immagini, nei ricordi e nel modo in cui il viaggio continuava anche dopo la scrittura.

Da lì sono nati quattro brani. Non spiegano il libro e non lo trasformano in una colonna sonora. Prendono quattro nuclei del racconto — la persona prima del prodotto, il giorno del maiale, la distanza tra miseria e nobiltà, il “di là, poi vediamo” del viaggio aperto — e li fanno passare in un altro linguaggio.

È il primo passaggio musicale di Terre Narranti: la stessa storia cambia forma, ma continua a portarsi dietro persone, lavoro, memoria e strada. Il progetto musicale è firmato Max El Tiburón / Terre Narranti.

ASCOLTA · ACQUISTA

Le origini, fuori dalla pagina.

I quattro brani sono disponibili sulle piattaforme digitali. Da qui puoi ascoltarli oppure aprire la pagina di acquisto già collegata al progetto.

Il progetto

Terre Narranti

Storie, persone e territori. Prima di scegliere cosa raccontare, proviamo a capire perché vale la pena fermarsi.

Lago di Garda
Territorio
Risaia di Isola della Scala
Viaggio
Immagine evocativa di un centro storico della pianura italiana
Memoria
Il punto di partenza
Prima del prodotto
c’è una persona.

Terre Narranti nasce da una convinzione semplice: prima di raccontare cosa viene fatto, vale la pena capire chi lo fa, dove vive, cosa ricorda, cosa ha cambiato e perché continua a farlo.

Un prodotto può farci fermare. Un piatto può incuriosirci. Una partita, una vigna, una risaia o una vecchia cucina possono essere l’inizio. Ma se dietro non troviamo una persona e una storia, per noi il viaggio non è ancora cominciato.

Manifesto

Non parto per confermare quello che penso.

Parto per vedere cosa c’è davvero.

Una strada può cominciare da un salame, da un riso, da una vigna, da una squadra di rugby o da una cucina. Ma il prodotto è soltanto una porta. Dietro ci sono famiglie, mestieri, errori, orgoglio, fatica, memoria e territori che cambiano.

Per questo il viaggio non è scritto prima di partire. Si ascolta, si devia, si torna indietro, si incontra qualcuno che apre una strada che non avevamo previsto.

Non cerchiamo territori perfetti e non ci interessa costruire santini. Ci interessano anche le contraddizioni: quello che resiste, quello che si perde, quello che cambia e quello che qualcuno prova ancora a tenere in piedi.

Prima capire. Poi, forse, raccontare.Nessuno paga per essere raccontato. Nessun santino, nessuna pubblicità travestita.
Cinque cose che non cambiano

Il metodo

01

Persone

Prima il volto, la voce e la storia. Il prodotto arriva dopo.

02

Territorio

Non uno sfondo da cartolina, ma qualcosa che forma chi ci vive.

03

Ascolto

Prima capire. Poi, forse, raccontare.

04

Indipendenza

Nessuno paga per essere raccontato. Il giudizio resta libero.

05

Trasformazione

Una storia può diventare pagina, voce, fotografia, musica, cucina o incontro.

Come nasce una storia

La strada prima della forma.

Non esiste un percorso rigido, ma quasi sempre succede qualcosa di simile.

1. Una tracciaUn nome, un luogo, una persona, una domanda.
2. Il viaggioSi parte. Il Borsello viene con noi.
3. L’incontroSi ascolta prima di decidere cosa raccontare.
4. La formaLibro, articolo, musica, fotografia, tavola.
5. Ciò che restaFinisce nell’Armadio. Il viaggio continua.
Tre oggetti, tre modi di stare nel viaggio

Il Borsello raccoglie. L’Armadio conserva. La Stufa rimette tutto in circolo.

Terre Narranti non vive in una sola pagina. Ha bisogno di luoghi riconoscibili, quasi domestici, che aiutino a capire cosa succede alle storie quando le incontriamo.

Un progetto, più linguaggi

La storia decide come farsi raccontare.

Pagina e libro

Pagina

Libri, articoli e racconti quando servono tempo e profondità.

Copertina Le origini

Voce

Musica e registrazioni quando una storia ha bisogno di essere ascoltata.

Paesaggio del Garda

Immagine

Fotografie come tracce del viaggio, non come decorazione.

La Stufa

Tavola

Quando il racconto viene cucinato, condiviso e vissuto insieme.

Una storia non si chiude

Pubblicare non significa mettere un punto.

Un libro può generare un incontro. Un incontro può diventare musica. Una fotografia può riportarci in un luogo mesi dopo. Una persona può indicarci qualcun altro che non avevamo previsto.

Per questo Terre Narranti preferisce parlare di viaggi aperti. Il lavoro finito rimane nell’Armadio, ma le relazioni che ha creato possono continuare a muoversi.

La forma cambia. Il metodo no: persone prima dei prodotti, ascolto prima del racconto, indipendenza sempre.

Cosa non è

Terre Narranti non è una vetrina.

Non è pubblicità

Un incontro non garantisce un articolo e nessuno compra il racconto.

Non è una classifica

Non cerchiamo “il migliore”. Cerchiamo ciò che vale la pena capire.

Non è nostalgia

La memoria conta, ma interessa anche ciò che cambia e ciò che ancora non sappiamo.

La prossima strada

Una storia porta quasi sempre a un’altra.

Se conosci una persona, un luogo, un mestiere o una memoria che dovremmo incontrare, puoi metterla nel Borsello.

Porte aperte

Entra nel viaggio

Non serve avere qualcosa da vendere. Serve una persona, un luogo, una domanda o un incontro che meritino di essere ascoltati.

Il Borsello di Terre Narranti
La porta è aperta

Terre Narranti cresce incontrando persone che aprono porte.

Può essere il nome di una persona, un paese che conosci bene, un mestiere che sta cambiando, una tavola, un campo, una cucina, un ricordo che rischia di perdersi. Non ci serve una presentazione perfetta: ci serve una buona ragione per venire a vedere.

Non promettiamo una pubblicazione e non chiediamo che la storia sia già pronta. Prima viene il contatto. Poi, se ha senso, l’incontro. Solo dopo decidiamo se esiste davvero qualcosa da raccontare e quale forma potrebbe avere.

Oppure metti direttamente una storia nel Borsello →
Quattro modi per entrare

Da quale porta vuoi cominciare?

Il Borsello
01

Una persona

Conosci qualcuno che fa un lavoro, custodisce una memoria, porta avanti un sapere o semplicemente ha vissuto qualcosa che merita ascolto? Non deve essere famoso. Deve essere vero.

Mettila nel Borsello →
Territorio del Garda
02

Un territorio

Un paese, una campagna, un quartiere, un lago, un argine. Non cerchiamo cartoline: cerchiamo i legami tra un luogo e le persone che lo abitano.

Raccontacelo →
La Stufa
03

Un incontro

Una cena narrante, una cucina dal vivo, un tavolo, una serata o un evento in cui il racconto possa succedere insieme alle persone, non davanti a loro.

Apri La Stufa →
L’Armadio di Terre Narranti
04

Una collaborazione

Un progetto editoriale, culturale o territoriale da costruire senza formule prefabbricate. Prima capiamo se condividiamo il modo di lavorare; poi pensiamo alla forma.

Parliamone →
Nessuno paga per essere raccontato.Nessuna pubblicazione è garantita.Non serve convincerci: serve farci venire voglia di capire.Le persone vengono prima.
Cosa succede dopo che ci scrivi

La segnalazione non è un ordine. È l’inizio di una strada.

01

Arriva una traccia

Leggiamo chi ci hai indicato, dove si trova e perché secondo te dovremmo fermarci.

02

Ci parliamo

Se qualcosa ci incuriosisce, cerchiamo un primo contatto. Anche una telefonata può bastare per capire se la porta si apre.

03

Ci incontriamo

Quando è possibile andiamo sul posto. Il viaggio serve proprio a questo: vedere, ascoltare e lasciare spazio a ciò che non avevamo previsto.

04

Decidiamo la forma

Solo dopo viene il racconto. Può essere un articolo, una fotografia, un libro, musica, una tavola o anche niente. Non tutto deve diventare contenuto.

A volte una segnalazione entra nel Borsello e resta lì per mesi. Poi incontra un’altra storia e riparte. Anche questo, per noi, fa parte del viaggio.

Scrivici

Raccontaci da dove partire.

Raccontaci da dove partire. Bastano poche righe: chi, dove, che cosa ti ha colpito e perché pensi che dovremmo ascoltare. Il resto, se serve, lo capiremo insieme.

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